IVA nei rapporti con paesi nell’Unione Europea (intraUE)


Per cessioni a titolo oneroso intraUE si fa riferimento a beni spediti o trasportati, a cura del cedente o dell’acquirente o da terzi, nel territorio di un altro Stato membro a soggetti passivi di imposta. Si realizza cessione intraUE anche quando i beni che ne costituiscono l’oggetto sono ceduti ad enti e associazioni non soggetti all’imposta, ad agricoltori in regime speciale a operatori che effettuano solo operazioni attive esenti (purché i predetti soggetti non siano esonerati dal pagamento dell’imposta sugli acquisti UE nel proprio Stato e a condizione che comunichino al cedente nazionale il proprio codice identificativo).

Le cessioni a titolo gratuito invece non costituiscono cessioni intraUE non imponibili, in quanto mancano del requisito dell’onerosità.

 

Per le cessioni non imponibili IVA dovrà essere indicato in fattura:

  • l'art. di non imponibilità “operazione non imponibile ai sensi dell’ art. 41, DL 331/1993”;
  • il numero di partita IVA attribuito al cliente dallo Stato membro di appartenenza (previa verifica della stessa);

 

L' art. 41, DL 331/1993 prevede nei commi:

  • Cessioni a soggetti d'imposta in altri Paesi UE e con trasporto in altro Paese UE  = art. 41 co. 1 lett. a;
  • Cessioni di beni spediti in altro Stato UE e ivi installati, montati dal fornitore o per suo conto  = art. 41 co. 1 lett. c;
  • Cessioni di mezzi di trasporto nuovi a chiunque e da chiunque trasportati in altro Stato UE  = art. 41 co. 2 lett. b;
  • Invio dei beni in altri Stati UE nell'ambito della stessa impresa (se soggetti d'imposta in entrambi i Paesi)  = art. 41 co. 2 lett. c;
  • Cessioni in base a catalogo, per corrispondenza e simili (vendite a distanza) a privati (sopra i 100.000,00 euro) = art. 41 co. 1 lett. b 

 

Le fatture dovranno essere distintamente annotate nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni dall’emissione, ovvero entro il mese di emissione per le fatturazioni differite, secondo il numero progressivo di fattura attribuito.

Le operazioni che possono essere assimilate alle operazioni di cessione intraUE e che sono considerate non imponibili: le vendite di mezzi di trasporto nuovi (trasportati o spediti dal cedente, dall’acquirente o da terzi per suo conto in altro Stato membro) anche non effettuati nell’esercizio di imprese e anche se l’acquirente non è soggetto IVA; invio di beni nel territorio di altro Stato membro a cura di un soggetto passivo IVA italiano per competenze della sua impresa, anche se destinati ad altra impresa comunitaria appartenente allo stesso soggetto nazionale.

Sono equiparate anche le operazioni di invio della merce in un altro Paese UE con stoccaggio nel magazzino del cliente comunitario e trasferimento a quest’ultimo della proprietà solo al momento del prelievo.

 

 

Altri articoli:

  • Cessioni intracomunitarie di prodotti agricoli Art. 51 co. 3 DL 331/93;
  • Margini non imponibili nel regime dei beni usati Art. 36 e ss DL 41/1995;
  • Cessioni intracomunitarie o esportazioni di beni prelevati dai depositi Iva Art. 50-bis co. 4 lett. f) e g) DL 331/93;
  • Cessioni alle ambasciate, alla NATO, ecc. Art. 72 DPR 633/72;
  • Triangolazioni nazionali non soggette ad Iva Art. 58 DL331/93.

 

 

 

Esportatori abituali e Plafond

Per le imprese esportatrici abituali la legge ha previsto che, a determinate condizioni e con particolari adempimenti, possano acquistare i beni in sospensione di imposta, ovvero senza pagamento dell’IVA.

Il beneficio è concesso agli operatori economici che abitualmente effettuano operazioni non imponibili, ed in particolare: esportazioni dirette ed assimilate, servizi internazionali connessi, operazioni con San Marino e Città del Vaticano, cessioni e prestazioni intraUE.

Lo “status” di esportatore abituale si acquisisce se l’ammontare dei corrispettivi delle operazioni sopra elencate, registrate nell’anno solare precedente (oppure negli ultimi 12 mesi) costituisce più del 10% del volume d’affari.

L’importo delle operazioni di esportazione registrate negli ultimi 12 mesi costituirà il Plafond nel cui limite l’esportatore può acquistare o importare senza applicazione dell’IVA. E' necessario registrare per ogni mese, le operazioni effettuate in sospensione d’imposta.

Il plafond può essere utilizzato per acquistare o importare senza applicazione dell’Iva beni e servizi, indipendentemente dalla loro inerenza o meno con l’attività agevolata ad eccezione di: beni e servizi ad Iva oggettivamente indetraibile, anche per effetto del pro-rata; acquisto di fabbricati ed aree fabbricabili, nonché per contratti di appalto aventi ad oggetto la loro costruzione, o di leasing.