Reverse charge


iva reverseREVERSE CHARGE NEI DIVERSI SETTORI

La legge di stabilità ha previsto una estensione dell'applicazione dell'IVA con il meccanismo del reverse charge: coinvolti, dal 1° gennaio 2015, gli installatori di impianti e i servizi di completamento degli edifici anche in assenza di subappalto.

 

 

 

Come funziona

Il meccanismo del reverse charge, previsto dall’articolo 17, comma 5, del D.P.R. n. 633/72, prevede l’assolvimento dell’IVA da parte del cessionario soggetto passivo d’imposta.

A tal fine:

  • la fattura è emessa dal cedente/prestatore senza addebito di IVA con l’annotazione “inversione contabile” e l’eventuale indicazione della norma;
  • la fattura è integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta;
  • la fattura è annotata dal cessionario sia nel registro delle fatture emesse o corrispettivi (entro il mese di ricevimento o anche successivamente, ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese) sia nel registro degli acquisti.

 

I settori coinvolti

Dal 1° gennaio 2015, con la nuova formulazione dell’articolo 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/72 (modificata all’articolo 1, comma 629, lettera a, legge n. 19/2014), il reverse charge è applicabile ai seguenti comparti:

  • prestazioni di servizi di pulizia negli edifici (lettera a-ter);
  • settore edile (lettera a e lettera a-ter);
  • settore energetico: trasferimenti di quote di emissioni di gas  a  effetto serra  (lettera d-bis), trasferimenti di certificati relativi al gas e all’energia elettrica (lettera d-ter), cessioni di gas e di energia elettrica a soggetti passivi rivenditori (lettera d-quater);
  • grande distribuzione organizzata: cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati,  supermercati, discount alimentari (lettera d-quinquies).

N.B. Per “edificio”, (risoluzione n. 46/E/1998) “si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome”.

Si ritiene che rientrino in tale definizione sia i fabbricati civili che quelli ad uso industriale, commerciale, artigianale, nonché le parti di essi (ad esempio, singolo locale di un edificio).

 Per la determinazione dei singoli settori si fa riferimento alle attività svolte secondo la  classificazione ATECO 2007.

 

Servizi di pulizia negli edifici (art. 17, comma 6. lettera a-ter, D.P.R. n. 633/72)

Deve trattarsi di prestazioni rese nei confronti di un committente soggetto passivo IVA, per effetto delle condizioni richieste dal comma 5 dello stesso articolo 17, del D.P.R. n. 633/72: di conseguenza, sulle prestazioni di pulizia rese nei confronti di un condominio o di privati, l’IVA continua ad essere applicata con le modalità ordinarie.

Se il committente è un condominio, oltre all’applicazione dell’IVA con le modalità ordinarie, deve essere altresì operata la ritenuta d’acconto del 4%, prevista dall’articolo 25-ter, del D.P.R. n. 600/1973. 

Elenco delle attività soggette a reverse charge:

  • Pulizia generale (non specializzata) di edifici;
  • Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali (escluse le attività di pulizia di impianti e macchinari);
  • Servizi di disinfestazione (limitatamente alle prestazioni riferite agli edifici).

 

Settore edile (art. 17, comma 6. lettere a, a-ter, D.P.R. n.  633/72)

Ampliata l’estensione del reverse charge anche ai contratti di appalto (non solo di subappalto), relativi ad alcune prestazioni di servizi rese nel settore edile e consistenti in demolizioni, installazione di impianti, e completamento di edifici. Tali prestazioni, ora espressamente previste dalla nuova lettera a-ter), erano già ricomprese nella più ampia sezione F della tabella Ateco 2007 e, fino al 2014applicavano il reverse charge solo in presenza di subappalto reso nei confronti di un soggetto passivo esercente un’attività riconducibile al settore edile.

La legge di stabilità per il 2015 ha modificato la lettera a), limitata ai rapporti di subappalto, escludendone l’applicazione alle operazioni ora individuate nella nuova lettera a-ter) (cioè, demolizioni, installazione di impianti, completamento di edifici). Da ciò consegue che il reverse charge è applicabile  a tali specifiche prestazioni (già rientranti nella sezione “F” ATECO  2007) non solo nel caso di subappalto, ma anche di appalto.

La nuova lettera a-ter) individua espressamente le prestazioni (demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici) a cui, dal 1° gennaio 2015, è applicabile il reverse charge indipendentemente dal fatto che l’attività sia posta in essere nell’ambito di un contratto di subappalto.

Elenco delle attività soggette a reverse charge:

  • Demolizione e preparazione del cantiere edile;
  • Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione;
  • Completamento e finitura di edifici.

 

Installazione di impianti (elettrici, idraulici..)

Gli installatori di impianti (con attività riconducibile ai codici attività rientranti nel gruppo 43.2 ATECO  2007 fatturano in reverse charge in tutti i casi in cui effettuano la prestazione (anche di manutenzione e riparazione) su edifici nei confronti di un soggetto passivo IVA, a prescindere dalla tipologia contrattuale (appalto, subappalto, contratto d’opera).

Elenco delle attività soggette a reverse charge:

  • Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
  • Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
  • Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
  • Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
  • Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione);
  • Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
  • Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
  • Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici).

 

Demolizione edifici

Dal 1° gennaio 2015, i soggetti con attività  riconducibile ai codici attività rientranti nel gruppo 43.1 ATECO  2007, fatturano in reverse charge in tutti i casi in cui effettuano la prestazione su edifici nei confronti di un soggetto passivo IVA, a prescindere dalla tipologia contrattuale che lega il prestatore al committente (appalto, subappalto, contratto d’opera).

Elenco delle attività soggette a reverse charge:

  • Demolizione o smantellamento di edifici e di altre strutture (con esclusione della demolizione di altre strutture diverse dagli edifici).

 

Completamento edifici

Tale attività è individuabile nel codice 43.3 Tabella ATECO 2007: si tratta delle attività consistenti in intonacatura, posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili, rivestimento di pavimenti e muri, tinteggiatura e posa in opera di vetri, altre attività di completamento non specializzate (muratori). Per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015, l’IVA è assolta in reverse charge a prescindere dalla tipologia contrattuale che lega il prestatore al committente (appalto, subappalto, contratto d’opera).

Elenco delle attività soggette a reverse charge:

  • Intonacatura e stuccatura;
  • Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;
  • Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili;
  • Rivestimento di pavimenti e di muri;
  • Tinteggiatura e posa in opera di vetri;
  • Attività non specializzate di lavori edili – muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici);
  • Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a.

 

 

Sanzioni

L’articolo 6, comma 9-bis, del decreto legislativo n. 471/97, disciplina il regime sanzionatorio per le violazioni in materia di reverse charge, con l’obiettivo di modulare le relative sanzioni all’effettiva evasione del tributo.

In particolare, è prevista:

  • una sanzione base dal 100 al 200% dell’imposta, con un minimo di euro 258, nel caso in cui il committente non assolva l’imposta relativa agli acquisti di beni o servizi mediante il meccanismo dell’inversione contabile e la medesima sanzione si applica al cedente o prestatore che ha irregolarmente addebitato l’imposta in fattura omettendone il versamento;
  • la sanzione è ridotta al 3%, con un minimo di euro 258, nell’ipotesi in cui l’imposta sia stata comunque assolta, seppure in modo irregolare.